Cos’è la Nuova Sabatini 2026
La Nuova Sabatini 2026 (misura “Beni Strumentali”), istituita dall’articolo 2 del D.L. 69/2013 (convertito con la Legge 98/2013), nota anche come Legge Sabatini, facilita l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese. L’obiettivo è accrescere la competitività del sistema produttivo italiano attraverso il sostegno agli investimenti in macchinari, attrezzature, impianti, hardware, software e tecnologie digitali.

La gestione della misura è in capo al MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Il funzionamento si basa su un meccanismo di contributo in conto impianti: l’impresa ottiene un finanziamento bancario per l’acquisto dei beni e riceve dal MIMIT un contributo che copre parte degli interessi. Il contributo non è soggetto a restituzione.
Un elemento distintivo della Nuova Sabatini 2026 è il meccanismo a sportello: non esistono graduatorie, bandi con scadenza o criteri di selezione competitivi. Ogni impresa che rispetta i requisiti e presenta una domanda corretta ottiene il contributo, fino a esaurimento dei fondi stanziati. La misura è attiva in modo continuativo dal 2014 e viene rifinanziata con cadenza annuale.
Le tre varianti operative
La Nuova Sabatini si articola in tre varianti, ciascuna con un tasso di contributo diverso:
| Variante | Tasso contributo annuo | Requisito specifico |
|---|---|---|
| Ordinaria | 2,75% | Nessuno (beni nuovi, autonomia funzionale) |
| Industria 4.0 | 3,575% | Beni rientranti negli Allegati A e B, L. 232/2016 |
| Green | 3,575% | Certificazione ambientale di processo o di prodotto |
Il contributo è calcolato in via convenzionale su un piano di ammortamento di cinque anni con rate semestrali costanti. La scelta della variante dipende dalla tipologia di investimento e dai requisiti di certificazione dell’impresa.
Per un approfondimento sulla variante ambientale, consultare la guida completa alla Sabatini Green 2026. Per i beni tecnologici e digitali, consultare la guida sugli investimenti digitali e beni degli Allegati A e B.
Chi può richiedere la Nuova Sabatini 2026
Conoscere i requisiti della Nuova Sabatini è fondamentale prima di avviare la procedura.
Definizione di PMI
La misura è riservata alle micro, piccole e medie imprese secondo la definizione del Regolamento UE 2003/361:
| Categoria | Dipendenti | Fatturato annuo | Totale di bilancio |
|---|---|---|---|
| Micro-impresa | < 10 | fino a 2 milioni EUR | fino a 2 milioni EUR |
| Piccola impresa | < 50 | fino a 10 milioni EUR | fino a 10 milioni EUR |
| Media impresa | < 250 | fino a 50 milioni EUR | fino a 43 milioni EUR |
Il criterio dimensionale è alternativo: è sufficiente rispettare il parametro del fatturato annuo oppure quello del totale di bilancio. In concreto, un’impresa individuale con tre dipendenti e un fatturato di 500.000 euro rientra a pieno titolo nella definizione di micro-impresa.
Requisiti specifici
Alla data di presentazione della domanda, l’impresa deve:
- Essere regolarmente costituita e iscritta nel Registro delle Imprese
- Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili
- Non avere amministratori o soci condannati per reati di corruzione
- Non trovarsi in condizioni di difficoltà economica secondo la definizione UE
- Avere sede legale o unità locale in Italia
Non è richiesto un fatturato minimo né un numero minimo di anni di attività. Le imprese di nuova costituzione possono accedere alla misura, a condizione che siano regolarmente iscritte nel Registro delle Imprese.
Settori ammessi e settori esclusi
La platea dei beneficiari è ampia. Possono accedere alla misura tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca. L’unica esclusione riguarda le attività finanziarie e assicurative (sezione K della classificazione ATECO). In pratica, la misura è accessibile a imprese manifatturiere, artigianali, commerciali, turistiche, agricole e di servizi.
Quanto si può ottenere con la Nuova Sabatini 2026
Importi minimo e massimo
| Parametro | Importo |
|---|---|
| Finanziamento minimo | 20.000 EUR |
| Finanziamento massimo | 4.000.000 EUR |
| Durata finanziamento | massimo 5 anni |
| Erogazione contributo | Quote annuali (unica soluzione se finanziamento fino a 200.000 EUR) |
Tassi di contributo per variante
Il contributo è erogato dal MIMIT in conto impianti. L’importo dipende dalla variante scelta e dall’ammontare del finanziamento.
| Variante | Tasso annuo | Contributo indicativo su 100.000 EUR |
|---|---|---|
| Ordinaria | 2,75% | circa 7.700 EUR |
| Industria 4.0 | 3,575% | circa 10.000 EUR |
| Green | 3,575% | circa 10.000 EUR |
Il calcolo è effettuato secondo le modalità della Circolare MIMIT n. 410823 del 6 dicembre 2022, su un piano di ammortamento convenzionale di cinque anni con rate semestrali.
Esempi di calcolo pratico
Esempio 1 – Impresa manifatturiera (Ordinaria)
Un’officina meccanica acquista un tornio a controllo numerico da 80.000 EUR:
- Finanziamento bancario: 80.000 EUR a cinque anni
- Contributo MIMIT (2,75%, circa 7,7% sull’imponibile): circa 6.160 EUR
- Garanzia Fondo PMI: fino a 64.000 EUR (80% del finanziamento)
Esempio 2 – Azienda agricola in Sardegna (Green)
Un’azienda vitivinicola con sede in Sardegna acquista un impianto fotovoltaico per autoconsumo da 200.000 EUR:
- Finanziamento bancario: 200.000 EUR a cinque anni
- Contributo MIMIT (3,575%, circa 10% sull’imponibile): circa 20.000 EUR
- Maggiorazione Mezzogiorno: prevista per le micro e piccole imprese
- Garanzia Fondo PMI: fino a 160.000 EUR (80% del finanziamento)
Esempio 3 – Impresa digitale (4.0)
Una società di servizi investe 120.000 EUR in un sistema ERP integrato con piattaforma IoT (beni Allegato B):
- Finanziamento bancario: 120.000 EUR a cinque anni
- Contributo MIMIT (3,575%, circa 10% sull’imponibile): circa 12.000 EUR
- Garanzia Fondo PMI: fino a 96.000 EUR (80% del finanziamento)
In tutti e tre i casi il contributo non è soggetto a restituzione. L’impresa sostiene gli interessi del finanziamento bancario e riceve il contributo come compensazione parziale.
Garanzia del Fondo per le PMI
Le imprese che accedono alla Nuova Sabatini 2026 possono richiedere la garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI, che copre fino all’80% dell’importo del finanziamento. La garanzia è rilasciata a titolo gratuito e facilita l’accesso al credito presso le banche convenzionate, riducendo le garanzie reali richieste dall’istituto di credito.
Quali beni sono ammissibili
Beni ammessi
La misura sostiene l’acquisto (o l’acquisizione in leasing finanziario) di:
- Macchinari e attrezzature ad uso produttivo
- Impianti industriali e di processo
- Hardware e dispositivi informatici
- Software e tecnologie digitali
- Beni classificati nelle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dello stato patrimoniale (immobilizzazioni materiali e immateriali)
Tutti i beni devono essere nuovi di fabbrica e avere autonomia funzionale. L’acquisto in leasing finanziario è ammesso con le stesse condizioni dell’acquisto diretto.
Per un approfondimento sui macchinari e beni strumentali ammessi, consultare la sezione dedicata ai macchinari e beni strumentali ammessi.
Beni esclusi
Non sono ammissibili:
- Terreni e fabbricati
- Beni usati, rigenerati o ricondizionati
- Immobilizzazioni in corso e acconti
- Beni non correlati all’attività produttiva dell’impresa
- Componenti o parti di ricambio
- Investimenti di mera sostituzione
Requisiti tecnici
Ogni bene deve possedere autonomia funzionale, cioè essere utilizzabile in modo indipendente per la produzione. Deve inoltre essere correlato all’attività produttiva dell’impresa beneficiaria e destinato a una sede o a un’unità locale situata sul territorio nazionale.
Sabatini Green 2026
La Sabatini Green prevede un contributo maggiorato al 3,575% annuo per investimenti in beni a basso impatto ambientale. L’obiettivo della variante è incentivare la transizione ecologica delle PMI, rendendo più conveniente l’acquisto di tecnologie sostenibili rispetto a quelle tradizionali.
Per beni rientranti negli “investimenti green” si intendono macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, acquistati nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.
Requisiti di certificazione ambientale
Per accedere alla variante Green, l’impresa deve possedere almeno uno dei seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda:
Certificazione ambientale di processo in corso di validità:
- EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) rilasciata dall’organismo competente
- ISO 14001 (Sistema di gestione ambientale) rilasciata da organismo accreditato
Certificazione ambientale di prodotto per ciascun bene acquistato:
- Ecolabel UE (Regolamento CE n. 66/2010)
- Altre certificazioni ambientali di prodotto riconosciute
Autodichiarazione ambientale di prodotto (Environmental Product Declaration – EPD):
- Conforme alla norma ISO 14021 o ISO 14025
- Rilasciata nel rispetto della normativa europea vigente
Per tutti i dettagli su percorsi di certificazione, beni ammessi e casi pratici, consultare la guida completa alla Sabatini Green 2026.
Beni ammessi alla variante Green
- Macchinari e impianti a basso consumo energetico
- Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo
- Sistemi per l’efficientamento energetico dei processi produttivi
- Tecnologie per l’economia circolare (riciclo, riutilizzo, riduzione degli scarti)
- Macchinari con certificazione ambientale di prodotto
Differenza rispetto alla variante Industria 4.0
Il tasso di contributo (3,575%) è identico a quello della variante Industria 4.0. La differenza risiede nei requisiti di ammissibilità: la variante Green richiede una certificazione ambientale, la variante 4.0 richiede che i beni rientrino negli Allegati A e B della Legge 232/2016. I due requisiti sono alternativi: un’impresa con certificazione ISO 14001 che acquista un macchinario non rientrante negli Allegati A e B può comunque accedere al contributo maggiorato attraverso la variante Green.
Sabatini Industria 4.0
La Sabatini Industria 4.0 prevede un contributo maggiorato al 3,575% annuo per investimenti in beni tecnologici e digitali. La variante è destinata alle imprese che investono in automazione, robotica, sistemi informativi integrati e tecnologie abilitanti per la trasformazione digitale dei processi produttivi.
Beni rientranti nell’Allegato A (beni materiali)
I beni materiali ammissibili sono quelli elencati nell’Allegato A alla Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017). Le principali categorie comprendono:
- Macchine utensili a controllo numerico (CNC)
- Robot industriali e robot collaborativi (cobot)
- Sistemi di movimentazione e logistica automatizzata (AGV, convogliatori)
- Magazzini automatizzati e sistemi di stoccaggio intelligente
- Macchine per la manifattura additiva (stampa 3D industriale)
- Sistemi di misura e collaudo automatizzati
- Dispositivi per l’interazione uomo-macchina (HMI, interfacce touch)
- Sistemi per la sicurezza e la tracciabilità dei prodotti (RFID, codici a barre avanzati)
Beni rientranti nell’Allegato B (beni immateriali)
- Software per la gestione della produzione (MES – Manufacturing Execution System)
- Sistemi ERP (Enterprise Resource Planning) di nuova generazione
- Software di cybersecurity industriale
- Piattaforme cloud e soluzioni IoT (Internet of Things) per il monitoraggio degli impianti
- Software di intelligenza artificiale applicata alla produzione
- Sistemi di realtà aumentata e realtà virtuale per la formazione e la manutenzione
- Software di progettazione CAD/CAM/CAE integrati con la produzione
- Piattaforme di supply chain management digitale
Requisito di interconnessione
Il bene 4.0 deve essere interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. L’interconnessione deve essere documentata attraverso una perizia tecnica (per investimenti superiori a 300.000 EUR) o attraverso un’autodichiarazione del legale rappresentante (per investimenti fino a 300.000 EUR). Il requisito di interconnessione deve essere mantenuto per tutto il periodo di fruizione del contributo.
Per un approfondimento completo su elenchi Allegato A e B, cinque requisiti obbligatori e due aggiuntivi, consultare la guida sugli investimenti digitali e beni degli Allegati A e B.
Come fare domanda per la Nuova Sabatini 2026: guida step by step
La procedura per presentare domanda di Nuova Sabatini 2026 si articola in nove passaggi, distribuiti in tre fasi. Lo sportello è aperto a domanda continua, senza scadenze periodiche: la domanda può essere trasmessa in qualsiasi giorno lavorativo dell’anno.
Per la procedura dettagliata con checklist documentali, errori comuni e tempistiche, consultare la guida step by step alla procedura di domanda.
Fase 1: preparazione (step da uno a tre)
Step 1 – Individuare il bene da acquistare. Ottenere preventivi dettagliati da uno o più fornitori. Il preventivo deve indicare la tipologia del bene, l’importo, le caratteristiche tecniche e, nel caso della variante 4.0, la conformità agli Allegati A o B. Per la variante Green, deve essere disponibile la certificazione ambientale.
Step 2 – Selezionare la banca convenzionata. Scegliere una banca o un intermediario finanziario aderente alla convenzione tra MIMIT, ABI e CDP. L’elenco aggiornato delle banche convenzionate è pubblicato sul sito del MIMIT nella sezione dedicata alla Nuova Sabatini. Non tutte le banche aderiscono: è necessario verificare prima di procedere.
Step 3 – Compilare la domanda. Accedere alla piattaforma telematica del MIMIT (benistrumentali.dgiai.gov.it) e compilare il modulo di domanda. Il modulo richiede i dati anagrafici dell’impresa, la descrizione dell’investimento, l’importo del finanziamento e la variante richiesta. In questa fase servono la visura camerale aggiornata e gli ultimi due bilanci approvati.
Fase 2: presentazione della domanda (step da quattro a sei)
Step 4 – Firma digitale e invio. Completare l’accesso alla piattaforma con SPID o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Firmare digitalmente il modulo e trasmetterlo tramite la piattaforma. L’invio genera una ricevuta con il numero di protocollo della domanda. Il modulo di domanda generato dalla piattaforma riporta il CUP, da riportare su tutta la documentazione di spesa.
Step 5 – Valutazione bancaria. La banca riceve la domanda e valuta il merito creditizio dell’impresa. La banca verifica la regolarità formale e la completezza della documentazione trasmessa dalla PMI, nonché la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva relativi alla dimensione di impresa. Sulla base delle domande pervenute, trasmette al Ministero la richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo. Se la valutazione è positiva, la banca trasmette la richiesta di fondi al MIMIT. Questa fase richiede in media due o quattro settimane.
Step 6 – Decreto di concessione. Il MIMIT verifica i requisiti e, se conformi, emette il decreto di concessione del contributo. I tempi medi di emissione del decreto sono compresi tra 60 e 90 giorni dalla trasmissione della domanda da parte della banca.
Fase 3: realizzazione e rendicontazione (step da sette a nove)
Step 7 – Stipula del contratto di finanziamento. Stipulare il contratto di finanziamento (o di leasing finanziario) con la banca convenzionata. La banca si impegna a erogare alla PMI il finanziamento in un’unica soluzione oppure, nel caso di leasing finanziario, al fornitore entro trenta giorni dalla data di consegna del bene o alla data di collaudo, se successiva. La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del decreto di concessione del contributo.
Step 8 – Acquisto dei beni. Completare l’investimento entro 12 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. L’investimento deve essere avviato successivamente alla presentazione della domanda. Per avvio si intende anche la firma degli ordini ai fornitori, del contratto di leasing o il versamento degli anticipi ai fornitori, che dovra’ avvenire esclusivamente tramite bonifici bancari per consentire la piena tracciabilità delle operazioni. Le fatture elettroniche, sia di acconto che di saldo, devono riportare nell’apposito campo il “Codice Unico di Progetto – CUP”, unitamente alla dicitura “art. 2, c. 4, D.L. n. 69/2013”, da riportare in maniera separata nelle medesime fatture.
Step 9 – Rendicontazione e richiesta di erogazione. Trasmettere al MIMIT la documentazione di rendicontazione tramite la piattaforma telematica:
- Fatture elettroniche con indicazione del CUP
- Documenti di trasporto (DDT)
- Estratti conto bancari che attestano i pagamenti tracciabili
- Richiesta di erogazione (modulo RU)
- Dichiarazione liberatoria del fornitore con allegata la copia del documento di identità dello stesso
- Perizia tecnica di interconnessione (per beni 4.0 sopra i 300.000 EUR)
Il contributo è erogato dal Ministero all’impresa beneficiaria in quote annuali, secondo il piano temporale riportato nel provvedimento di concessione, che si esaurisce entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell’investimento. Nel caso in cui l’importo del finanziamento deliberato in favore dell’impresa non sia superiore a 200.000 euro, l’erogazione avviene in un’unica soluzione.
Budget disponibile e novità 2026
Dotazione finanziaria attuale
| Dato | Valore |
|---|---|
| Budget complessivo (storico) | oltre 1,5 miliardi EUR |
| Stanziamento 2026 | 200 milioni EUR |
| Risorse disponibili (febbraio 2026) | circa 1,6 miliardi EUR |
| Modalità | Sportello continuo, senza scadenze |
Le risorse disponibili per la Nuova Sabatini 2026 consentono di finanziare un volume elevato di domande. La misura è stata rifinanziata ogni anno dal 2014, senza interruzioni: a partire dalla Legge di Bilancio 2015 e fino alla Legge di Bilancio 2026, il Parlamento ha incrementato la dotazione complessiva della Nuova Sabatini con regolarità, confermando la volontà di mantenere la misura come strumento strutturale di politica industriale.
Novità normative 2025-2026
Obbligo assicurativo (DM 18 giugno 2025). A partire dall’entrata in vigore del decreto, i beni agevolati devono essere coperti da una polizza assicurativa contro i rischi catastrofali (terremoti, alluvioni, frane). L’obbligo riguarda tutti i beni oggetto del contributo e si aggiunge ai requisiti già previsti dalla misura. Il costo della polizza è a carico dell’impresa.
Cumulabilità con Transizione 5.0. Il MIMIT ha confermato la cumulabilità della Nuova Sabatini con il credito d’imposta previsto dal piano Transizione 5.0. Le imprese possono beneficiare di entrambe le agevolazioni sullo stesso investimento, nel rispetto dei limiti di intensità massima di aiuto previsti dalla normativa europea. Per il dettaglio sulle regole di cumulabilità, consultare la guida dedicata su come cumulare la Sabatini con altri incentivi.
Sabatini Sud e Mezzogiorno. Per le micro e piccole imprese con sede nelle regioni del Mezzogiorno è prevista una maggiorazione del contributo. Le regioni interessate sono: Sardegna, Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Molise e Abruzzo. La maggiorazione si applica in combinazione con ciascuna delle tre varianti. Un’impresa sarda che accede alla variante Green o alla variante 4.0 cumula il tasso maggiorato del 3,575% con la maggiorazione territoriale, ottenendo un contributo complessivo superiore a quello di un’impresa equivalente con sede nel Centro-Nord. Le medie imprese del Mezzogiorno accedono alla Nuova Sabatini alle condizioni ordinarie, senza maggiorazione territoriale.
Domande frequenti sulla Nuova Sabatini 2026
La Nuova Sabatini è solo per le grandi aziende?
No. La Nuova Sabatini 2026 è riservata in modo esclusivo alle micro, piccole e medie imprese. Le grandi imprese non possono accedere. L’importo minimo di finanziamento è di 20.000 euro, una soglia accessibile anche per le imprese più piccole.
I fondi della Sabatini 2026 sono già esauriti?
No. A febbraio 2026, le risorse disponibili ammontano a circa 1,6 miliardi di euro. La misura viene rifinanziata ogni anno dal 2014. Lo sportello è aperto a domanda continua, senza scadenze periodiche.
Si può cumulare la Sabatini con altri incentivi?
Si. La Nuova Sabatini 2026 è cumulabile con altri incentivi pubblici, incluso il credito d’imposta Transizione 5.0. Le due agevolazioni possono insistere sullo stesso investimento, nei limiti delle intensità massime di aiuto previsti dalla normativa europea.
Servono requisiti tecnici particolari per la Sabatini Ordinaria?
No. La variante Ordinaria non richiede certificazioni ambientali né beni rientranti in elenchi specifici. È sufficiente che il bene sia nuovo di fabbrica, abbia autonomia funzionale e sia correlato all’attività produttiva dell’impresa.
Le imprese del Mezzogiorno ricevono un contributo maggiorato?
Si. Le micro e piccole imprese con sede in Sardegna, Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Molise e Abruzzo hanno diritto a una maggiorazione del contributo, applicabile a tutte e tre le varianti.
La Sabatini copre anche il software?
Si. Il software e le tecnologie digitali sono ammissibili sia nella variante Ordinaria (tasso 2,75%) sia nella variante 4.0 (tasso 3,575%, per i software rientranti nell’Allegato B alla Legge 232/2016). Sono ammessi software gestionali, ERP, piattaforme cloud, sistemi di cybersecurity e soluzioni di intelligenza artificiale.
Quanto tempo ci vuole per ottenere il contributo?
I tempi complessivi dipendono dalla fase bancaria e dal volume di domande al MIMIT. In media, il decreto di concessione viene emesso entro 60-90 giorni dalla trasmissione della domanda da parte della banca. L’erogazione del contributo avviene dopo la rendicontazione dell’investimento completato.
Posso fare domanda da solo senza consulente?
La piattaforma del MIMIT per la Nuova Sabatini 2026 è accessibile direttamente all’impresa. Tuttavia, la predisposizione della domanda, del business plan tecnico-finanziario, il coordinamento con la banca convenzionata e la gestione della rendicontazione richiedono competenze specifiche. Un errore nella compilazione può comportare il rigetto della domanda o la revoca del contributo.
Il contributo della Sabatini è tassato?
Il contributo in conto impianti concorre alla formazione del reddito d’impresa, con la possibilità di ripartirne l’importo in quote costanti nell’esercizio di ricezione e nei successivi quattro esercizi, secondo le ordinarie regole fiscali.
Devo già avere il finanziamento bancario per fare domanda?
No. La domanda di agevolazione si presenta prima della stipula del finanziamento. La banca valuta il merito creditizio dopo la presentazione della domanda sulla piattaforma MIMIT. Il contratto di finanziamento viene stipulato dopo l’emissione del decreto di concessione.
Assistenza per la Nuova Sabatini 2026
Per la Nuova Sabatini 2026, Crea 121 opera nel settore della finanza agevolata dalla Sardegna, con copertura su tutto il territorio nazionale. Il servizio per la Nuova Sabatini comprende:
- Analisi preliminare: verifica dei requisiti di ammissibilità e individuazione della variante più vantaggiosa (Ordinaria, 4.0 o Green)
- Predisposizione della domanda: compilazione della documentazione e trasmissione sulla piattaforma telematica del MIMIT
- Coordinamento bancario: supporto nella selezione della banca convenzionata e nella fase di valutazione del merito creditizio
- Rendicontazione: assistenza nella preparazione della documentazione di spesa fino all’erogazione del contributo
Per una valutazione preliminare dell’investimento e della variante applicabile, è possibile contattare il team tramite la pagina contatti o consultare la sezione dedicata alla finanza agevolata.