Sabatini Green 2026: Guida Completa agli Incentivi per la Sostenibilita’ delle PMI

Cos’è la Sabatini Green 2026

La Sabatini Green 2026 è una delle tre varianti operative della misura “Beni Strumentali – Nuova Sabatini”, istituita dall’articolo 2 del D.L. 69/2013 (convertito con la Legge 98/2013). Mentre la variante Ordinaria prevede un contributo del 2,75% annuo, la Green offre un tasso maggiorato del 3,575% per incentivare la transizione ecologica delle PMI.

Sabatini Green 2026 - incentivi per investimenti sostenibili e transizione ecologica

Per beni rientranti negli “investimenti green” si intendono macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, acquistati nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

Il meccanismo di funzionamento è identico a quello delle altre varianti: l’impresa ottiene un finanziamento bancario per l’acquisto dei beni e riceve dal MIMIT un contributo in conto impianti calcolato su un piano di ammortamento convenzionale di cinque anni. La differenza risiede nel tasso di contributo e nei requisiti di ammissibilità.

Confronto tra le tre varianti

Variante Tasso contributo Requisito Beni ammessi
Ordinaria 2,75% Nessuno specifico Beni strumentali nuovi
Industria 4.0 3,575% Allegati A/B, L. 232/2016 Beni tecnologici e digitali
Green 3,575% Certificazione ambientale Beni a basso impatto ambientale

Il tasso della variante Green è identico a quello della variante Industria 4.0 e beni degli Allegati A e B. Per la Sabatini Green 2026, la scelta tra le due dipende dalla tipologia di investimento e dai requisiti che l’impresa è in grado di soddisfare.


Requisiti di certificazione ambientale per la Sabatini Green 2026

Per accedere alla variante Green, l’impresa deve possedere almeno uno dei seguenti requisiti alla data di presentazione della domanda.

In caso di domande di agevolazione per investimenti green, il legale rappresentante dell’impresa beneficiaria dovra’, in alternativa, dichiarare nel modulo RU (richiesta di erogazione):

  • il possesso di un’idonea certificazione ambientale di processo rilasciata o convalidata da un organismo indipendente accreditato, tra quelle indicate nella sezione 1 dell’allegato 6/C alla circolare; oppure
  • che i beni rientranti negli investimenti green sono corredati da una delle certificazioni ambientali di prodotto riconosciute a livello europeo oppure da un’idonea autodichiarazione ambientale rilasciata da produttori, importatori o distributori dei beni, tra quelle indicate nelle sezioni 2A e 2B dell’allegato 6/C, unitamente alla dichiarazione liberatoria del fornitore

Percorso 1: Certificazione ambientale di processo

La certificazione di processo attesta che l’intero sistema di gestione ambientale dell’impresa è conforme a standard riconosciuti. Sono accettate:

  • EMAS (Eco-Management and Audit Scheme): registrazione rilasciata dall’organismo competente nazionale. L’EMAS è il sistema comunitario di ecogestione e audit ambientale, regolato dal Regolamento CE n. 1221/2009.
  • ISO 14001: certificazione del sistema di gestione ambientale rilasciata da un organismo accreditato. La norma ISO 14001 è lo standard internazionale più diffuso per la gestione ambientale.

La certificazione di processo copre l’intera attività dell’impresa. Un’impresa con ISO 14001 può accedere alla variante Green per qualsiasi bene ammissibile, senza necessità di certificazioni specifiche per i singoli beni acquistati.

Percorso 2: Certificazione ambientale di prodotto

La certificazione di prodotto attesta che ciascun bene acquistato rispetta requisiti ambientali definiti. Sono accettate:

  • Ecolabel UE: marchio ecologico dell’Unione Europea (Regolamento CE n. 66/2010)
  • Altre certificazioni ambientali di prodotto riconosciute a livello nazionale o internazionale

Con questo percorso, la certificazione deve riguardare ciascun bene oggetto dell’investimento. Se l’impresa acquista tre macchinari, tutti e tre devono possedere una certificazione ambientale di prodotto.

Percorso 3: Autodichiarazione ambientale di prodotto

L’autodichiarazione ambientale è il percorso più accessibile. Si tratta di una dichiarazione di conformità ambientale rilasciata dal produttore del bene, conforme alle norme:

  • ISO 14021 (autodichiarazione ambientale di Tipo II)
  • ISO 14025 (dichiarazione ambientale di Tipo III, EPD – Environmental Product Declaration)

L’autodichiarazione non richiede il coinvolgimento di un organismo terzo certificatore. È sufficiente che il produttore del bene fornisca la documentazione conforme alla norma applicabile.


Beni ammissibili alla Sabatini Green 2026

Categorie principali

La Sabatini Green 2026 ammette beni strumentali nuovi di fabbrica a basso impatto ambientale:

  • Macchinari a basso consumo energetico: attrezzature produttive con classe energetica superiore o con consumi certificati inferiori alla media di categoria
  • Impianti per la produzione di energia rinnovabile: fotovoltaico, solare termico, biomasse, mini-eolico, purché destinati all’autoconsumo dell’impresa
  • Sistemi per l’efficientamento energetico: coibentazione industriale, sistemi di recupero del calore, illuminazione LED industriale, sistemi di gestione energetica
  • Tecnologie per l’economia circolare: impianti per il riciclo, sistemi di riutilizzo dei materiali, tecnologie per la riduzione degli scarti di produzione
  • Macchinari con certificazione ambientale di prodotto: qualsiasi bene strumentale dotato di Ecolabel UE o certificazione equivalente

Regole specifiche per gli impianti di produzione energetica

La Circolare MIMIT prevede condizioni specifiche per l’ammissibilità degli impianti di produzione energetica:

  • Per le imprese di produzione di energia elettrica (codici ATECO 35.11 e 35.12): è ammissibile il singolo acquisto di un impianto di produzione di energia
  • Per le imprese agricole (art. 2135 c.c.): è ammissibile il singolo acquisto di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili
  • Per le imprese che svolgono attività diverse: non è ammissibile il singolo acquisto di un impianto di produzione di energia; è ammissibile solo se facente parte di un più ampio programma di investimento, organico e funzionale, coerente con l’attività dell’impresa

L’acquisto di un impianto di produzione energetica è ammissibile solo per beni classificabili nelle voci B.II.2 e B.II.3 dello stato patrimoniale (art. 2424 c.c.), non corrispondenti a impianti infissi al suolo. Non sono ammissibili gli impianti ascrivibili alla voce B.II.1, quali gli impianti eolici di qualsivoglia entità.

Beni esclusi

Restano esclusi dalla variante Green (come da tutte le varianti della Nuova Sabatini):

  • Terreni e fabbricati
  • Beni usati, rigenerati o ricondizionati
  • Immobilizzazioni in corso e acconti
  • Beni non correlati all’attività produttiva
  • Impianti per la vendita di energia a terzi (la produzione da rinnovabili deve essere per autoconsumo)

Sabatini Green 2026: esempi di calcolo pratico

Caso 1: Azienda agricola in Sardegna

Un’azienda vitivinicola con sede in Sardegna (micro-impresa, 8 dipendenti) investe in un impianto fotovoltaico da 150 kW per l’autoconsumo aziendale:

Voce Importo
Investimento 200.000 EUR
Finanziamento bancario 200.000 EUR (5 anni)
Contributo MIMIT (3,575%) circa 20.000 EUR
Maggiorazione Mezzogiorno prevista (micro-impresa sarda)
Garanzia Fondo PMI fino a 160.000 EUR (80%)

Il contributo è calcolato su un piano di ammortamento convenzionale di cinque anni. Per una micro-impresa del Mezzogiorno, il contributo Green si cumula con la maggiorazione territoriale prevista dalla Sabatini Sud.

Caso 2: Impresa manifatturiera con ISO 14001

Un’officina meccanica certificata ISO 14001 (piccola impresa, 35 dipendenti) acquista un tornio CNC a basso consumo energetico:

Voce Importo
Investimento 90.000 EUR
Finanziamento bancario 90.000 EUR (5 anni)
Contributo MIMIT (3,575%) circa 9.000 EUR
Garanzia Fondo PMI fino a 72.000 EUR (80%)

L’impresa accede alla variante Green grazie alla certificazione ISO 14001 di processo, senza necessità di certificazioni ambientali specifiche per il tornio.


Sabatini Green e Transizione 5.0

La Sabatini Green 2026 è cumulabile con il credito d’imposta previsto dal piano Transizione 5.0, nel rispetto dei limiti di intensità massima di aiuto. Un investimento in beni sostenibili può quindi generare:

  • Il contributo Sabatini Green (3,575% annuo per cinque anni)
  • Il credito d’imposta Transizione 5.0 (percentuale variabile in base alla tipologia di investimento)
  • Eventuali incentivi regionali (ove disponibili)

La cumulabilità rende la Sabatini Green 2026 particolarmente vantaggiosa per le imprese che pianificano investimenti in efficientamento energetico e tecnologie sostenibili. Per le regole di calcolo e i limiti ESL, consultare la guida su come cumulare la Sabatini Green con Transizione 5.0 e altri incentivi.


Come fare domanda per la Sabatini Green 2026

La procedura per la Sabatini Green 2026 è identica a quella delle altre varianti della Nuova Sabatini. Lo sportello è aperto a domanda continua, senza scadenze periodiche. I passaggi specifici per la variante Green sono:

  1. Verificare i requisiti di certificazione: l’impresa deve possedere ISO 14001, EMAS o certificazione/autodichiarazione ambientale di prodotto
  2. Ottenere preventivi: i fornitori devono indicare le caratteristiche ambientali dei beni nel preventivo
  3. Compilare la domanda: sulla piattaforma MIMIT (benistrumentali.dgiai.gov.it), selezionando la variante Green
  4. Dichiarare la certificazione ambientale: la documentazione va dichiarata nel modulo RU in sede di richiesta di erogazione (non in sede di domanda)

Per la procedura completa in nove passaggi, consultare la guida dedicata.


Domande frequenti sulla Sabatini Green 2026

Serve la certificazione ISO 14001 per accedere alla Sabatini Green?

Non necessariamente. Per la Sabatini Green 2026, la certificazione ISO 14001 è uno dei tre percorsi possibili. In alternativa, è sufficiente una certificazione ambientale di prodotto (Ecolabel UE) o un’autodichiarazione ambientale conforme alla norma ISO 14021 o ISO 14025.

Il fotovoltaico è ammesso alla variante Green?

Si, a condizione che l’impianto sia destinato all’autoconsumo dell’impresa. Per le imprese che svolgono attività diverse dalla produzione di energia o dall’attività agricola, l’acquisto è ammissibile solo se facente parte di un più ampio programma di investimento organico e funzionale. L’ammissibilità è limitata ai beni classificabili nelle voci B.II.2 e B.II.3 dello stato patrimoniale; non sono ammissibili gli impianti infissi al suolo (voce B.II.1). In caso di investimenti green, l’ammissibilità degli impianti energetici è subordinata al possesso della certificazione ambientale di processo o, in alternativa, alla certificazione/autodichiarazione ambientale di prodotto per ciascun bene.

Posso accedere alla Green se il bene rientra anche nell’Allegato A della Legge 232/2016?

Si. Se il bene soddisfa sia i requisiti della variante Green sia quelli della variante 4.0, l’impresa può scegliere la variante più conveniente. Il tasso di contributo è identico (3,575%) per entrambe le varianti.

L’autodichiarazione ambientale del produttore è sufficiente?

Si, purché conforme alla norma ISO 14021 (autodichiarazione di Tipo II) o ISO 14025 (EPD di Tipo III). Non è necessario il coinvolgimento di un organismo certificatore terzo.

Un’impresa in Sardegna può cumulare la maggiorazione Green con quella del Mezzogiorno?

Si. Le micro e piccole imprese con sede nel Mezzogiorno (inclusa la Sardegna) cumulano il tasso maggiorato Green (3,575%) con la maggiorazione territoriale Sabatini Sud.


Riferimenti normativi della Sabatini Green 2026

  • D.L. 69/2013, art. 2 (convertito con L. 98/2013) – Istituzione della Nuova Sabatini
  • Circolare MIMIT n. 410823 del 6 dicembre 2022 – Modalità di calcolo del contributo
  • DM 18 giugno 2025 – Obbligo assicurativo contro rischi catastrofali
  • Regolamento CE n. 1221/2009 – EMAS
  • Norma ISO 14001 – Sistema di gestione ambientale
  • Norma ISO 14021 – Autodichiarazione ambientale di Tipo II
  • Norma ISO 14025 – Dichiarazione ambientale di Tipo III (EPD)

Per una valutazione preliminare sulla Sabatini Green 2026, sulla certificazione ambientale e sull’investimento, è possibile contattare Crea 121 tramite la pagina contatti o consultare la sezione dedicata alla finanza agevolata.

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