Iperammortamento 2026-2028: modalità di accesso,
beni agevolabili e aliquote della nuova misura
In data 11/06/2026 è stato pubblicato il decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che individua i termini e approva i modelli di comunicazione per l’accesso al nuovo iperammortamento 2026-2028.
LA MISURA
L’iperammortamento rappresenta il nuovo strumento fiscale del Piano Transizione 5.0 per sostenere gli investimenti delle imprese in beni strumentali tecnologicamente avanzati e in impianti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. La misura si colloca in continuità con i precedenti strumenti Transizione 4.0 e 5.0, ma torna alla logica della maggiorazione fiscale del costo, con effetti esclusivamente sul piano tributario.
La misura prevede una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni agevolabili, rilevante esclusivamente ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria. Non si tratta quindi di un credito d’imposta, ma di una deduzione fiscale maggiorata da utilizzare in dichiarazione dei redditi.
BENI AGEVOLABILI E ALIQUOTE DI MAGGIORAZIONE
Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 in beni materiali e immateriali 4.0, nonché in beni materiali nuovi destinati all’autoproduzione e all’autoconsumo da fonti rinnovabili, compresi i sistemi di accumulo.
Rientrano quindi nell’agevolazione sia i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi, sia gli impianti FER destinati all’autoconsumo, nel rispetto delle condizioni tecniche previste dalla disciplina attuativa. Per gli impianti fotovoltaici restano ammessi esclusivamente i moduli rientranti nelle tipologie individuate dall’art. 12, comma 1, lettere b) e c), del D.L. n. 181/2023.
Le aliquote previste sono pari al 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, al 100% per la quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro e al 50% per la quota oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.
Le soglie operano su base annuale e la maggiorazione si applica ai fini della deduzione delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing fiscalmente rilevanti.
MODALITÀ DI RICHIESTA DELL’AGEVOLAZIONE
L’accesso al beneficio avviene tramite la piattaforma del GSE. Le comunicazioni preventive possono essere presentate dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026, accedendo all’Area Clienti del portale tramite SPID o carta d’identità elettronica.
La procedura prevede una comunicazione preventiva, una successiva comunicazione di conferma dell’investimento e, infine, una comunicazione di completamento. La prima fase consente di prenotare l’agevolazione; la seconda richiede la dimostrazione del pagamento dell’acconto minimo previsto dalla norma; la terza deve essere trasmessa al completamento dell’investimento e, per i beni 4.0, dopo l’avvenuta interconnessione.
A queste si aggiungono due ulteriori adempimenti periodici di monitoraggio:
- una comunicazione da trasmettere entro il 20 gennaio di ciascun anno, contenente le informazioni sugli investimenti effettuati, sui costi sostenuti e sulla previsione di utilizzo del beneficio;
- una comunicazione integrativa da inviare entro il successivo 30 giugno, con il piano di ammortamento e l’indicazione delle quote di incentivo imputate in ciascun esercizio.
Si tratta di un impianto procedurale particolarmente articolato, che rende essenziale una corretta pianificazione fin dalla fase iniziale del progetto di investimento.
CUMULABILITÀ DELLA MISURA
La misura non si applica agli investimenti che beneficiano del credito d’imposta beni strumentali 4.0, ma può essere cumulata con altre agevolazioni nazionali ed europee nei limiti previsti dalla normativa.
La cumulabilità è ammessa a condizione che la base di calcolo dell’agevolazione sia assunta al netto di sovvenzioni o contributi riferiti ai medesimi costi, che non siano agevolate le stesse quote di costo e che il sostegno complessivo non superi il costo dell’investimento. Restano inoltre obbligatorie la perizia tecnica asseverata e la certificazione contabile, che assumono un ruolo centrale ai fini della corretta fruizione del beneficio.
PRINCIPALI ASPETTI DI ATTENZIONE
Tra i profili di maggiore interesse operativo si segnalano la necessità di verificare con attenzione la riconducibilità dei beni agli allegati normativi, il rispetto dei requisiti tecnici richiesti per l’interconnessione, la gestione delle tempistiche di completamento dell’investimento e la corretta trasmissione delle comunicazioni al GSE.
Un ulteriore punto di attenzione riguarda i software: nella versione finale della disciplina sono rimasti fuori i meri servizi fruiti in modalità “as-a-service”, tema che impone una valutazione puntuale della struttura contrattuale e della natura dell’investimento immateriale.
Allegato-IV-LdB-2026-beni-materiali
Allegato-V-LdB-2026-beni-immateriali
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