Creare un sistema di tutela dei diritti di proprietà industriale che favorisca il potenziamento dell’economia e offra vantaggi non solo alle imprese ma anche ai consumatori, ai cittadini, ai centri di ricerca: questo uno degli obiettivi del Protocollo d’intesa sulla valutazione economica dei brevetti, sottoscritto il 21 ottobre dal ministero dello Sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana, Confindustria e la Conferenza dei Rettori delle università italiane.
Il ruolo della proprietà industriale è oggi in primo piano, anche per la crescente competizione che deriva dall’integrazione dei mercati a livello internazionale, come strumento in grado di tutelare la capacità competitiva delle imprese.
I brevetti rappresentano un valore economico legato alle possibilità di utilizzo dell’innovazione sul mercato, ed è necessario valutare e quantificare questo valore prima dell’uso del brevetto, soprattutto al fine di trovare fonti di finanziamento.
L’attuazione del Protocollo contribuirà a generare un circolo virtuoso tra innovazione e finanziamenti privati. In pratica, le aziende avranno a disposizione un sistema per calcolare il valore della proprietà intellettuale: una metodologia condivisa di valutazione renderà più semplice l’accesso al credito ed al capitale di rischio per le imprese che intendono fare innovazione.
Il Codice della proprietà industriale (decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30) affida all’Ufficio italiano brevetti e marchi il compito di promuovere la cultura e l’uso della proprietà industriale presso i potenziali utenti, in particolare presso le piccole medie imprese e le zone in ritardo di sviluppo.
La Commissione europea nel Consiglio europeo di Lisbona ha fissato come obiettivo che si formulino politiche tali da incoraggiare l’innovazione; nel programma di azione del giugno 2008 denominato Small Business Act propone dei principi guida per dare nuovo impulso alle politiche di sostegno per le PMI.
Già dal febbraio 2005 il ministero dello Sviluppo economico ha istituito un gruppo di studio composto da esperti del mondo imprenditoriale, della ricerca pubblica e del sistema bancario italiano, per elaborare un modello in grado di evidenziare il valore economico dei diritti di proprietà industriale, ed in particolare dei brevetti, quale strumento utile alle imprese.
Oggi il ministero stesso, l’Abi, la Confindustria e la Crui si impegnano a:
• promuovere la valutazione economica dei brevetti quale meccanismo in grado creare in maniera efficiente una catena del valore che lega idee, sviluppi applicativi, brevetti, condizioni ambientali tale da promuovere un avanzamento del paese utile anche per attrarre gli investimenti dall’estero
• proseguire le attività del gruppo di studio in seduta plenaria e con la possibilità di creare sottogruppi, con l’obiettivo di approfondire sia l’applicazione della metodologia di valutazione ad altri titoli di proprietà industriale che la conoscenza di specifici settori produttivi considerati di particolare interesse strategico ed individuati dalla politica industriale
• affrontare insieme ed in via sistematica le questioni che si riferiscono al miglioramento delle relazioni tra la ricerca accademica, le imprese produttive e le imprese bancarie che si basano sulla proprietà industriale e l’innovazione individuando temi e soluzioni operative
• promuovere l’operatività della piattaforma di valutazione a livello di imprese produttrici e di centri pubblici di ricerca come forma di auto-valutazione del valore economico immateriale creato, e a livello di imprese bancarie per la strutturazione di strumenti finanziari di accesso al credito per progetti innovativi che si basano anche sui brevetti
• svolgere una campagna di educazione sui temi dell’innovazione, della proprietà industriale e degli strumenti finanziari di accesso al credito ed al capitale di rischio per progetti innovativi.
Fonte: Ministero dello Sviluppo economico