Il pacchetto anticrisi del governo: le disposizioni per “l’Iva per cassa”

Il Governo ha varato il 28 novembre il pacchetto anticrisi contenente le misure a sostegno della famiglia, del lavoro, dell’occupazione e dell’impresa, ridisegnando in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale.
Queste le principali misure adottate a sostegno dell’impresa:
• L’imposta sul reddito delle società e l’imposta regionale sulle attività produttive vengono ridotte di tre punti percentuali.
• Prorogata la detassazione dei salari di produttività con innalzamento da 30 a 35.000 euro del reddito massimo per beneficiare dell’aliquota agevolata e con innalzamento da 3 a 6.000 euro del salario di produttività agevolato fiscalmente.
• Il sostegno “in deroga” al reddito di coloro che perdono il lavoro sarà garantito dal nuovo Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, nel quale confluisce anche il Fondo occupazione per gli ammortizzatori in deroga, finanziato per un miliardo e 26 milioni di euro.
• Vengono ridotti i costi amministrativi sostenuti dalle imprese e viene prevista la revisione degli studi di settore, soprattutto in talune aree del Paese, per rimodulare gli indicatori di reddito agli effetti della congiuntura.
• L’IVA verrà pagata al momento dell’effettiva riscossione dei corrispettivi.
In riferimento a quest’ultimo punto sarà un decreto ministeriale a stabilire il volume d’affari dei contribuenti che potranno usufruirne. Intanto sono stati stabiliti gli esclusi. Le nuove disposizioni, che prevedono che le aziende abbiano la possibilità di pagare l’imposta nel momento in cui si incassa il corrispettivo, varranno solo in alcuni casi.
Sono infatti escluse le operazioni dei soggetti che si avvalgono di regimi speciali di applicazione dell’imposta e quelle riferite a cessionari o committenti che assolvono l’imposta con il reverse charge o inversione contabile.
Per usufruire della possibilità di versare l’Iva «per cassa» è necessario indicare espressamente in fattura che si tratta di un’«operazione con imposta ad esigibilità differita ai sensi dell’articolo 6, comma 5, secondo periodo, del Dpr n. 633/72». In caso contrario si applicano le regole ordinarie.
Tra le possibilità l’estensione dell’opzione a tutte le Pmi indipendentemente dalla tipologia della clientela.
l decreto anticrisi stabilisce inoltre il potenziamento finanziario dei Confidi con aggiunta della garanzia dello Stato. Per i Confidi è stato potenziato il fondo di garanzia con un importo massimo di 450 milioni di euro, mentre la garanzia è stata estesa anche alle imprese artigiane.
La novità contenuta nel decreto anti-crisi si applicherà in via sperimentale per gli anni 2009, 2010 e 2011, ma si è ancora in attesa dell’ok definitivo di Bruxelles.
Il via libera dalla Ue alla misura dovrebbe essere garantita, dal momento che gli Stati membri hanno diritto (direttiva 2006/112/CE, articolo 66) di differire l’esigibilità dell’IVA fino al momento del pagamento, senza previa autorizzazione.

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