Beni culturali, provvedimenti per la tutela

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.270 del 18 novembre il Decreto n.182 del 24 settembre 2008 sulla “Disciplina dei criteri e delle modalità per l’utilizzo e la destinazione per la tutela e gli interventi a favore dei beni e delle attività culturali della quota percentuale degli stanziamenti previsti per le infrastrutture”.
Il decreto riguarda anche gli interventi da finanziare con le risorse 2007 non ancora programmate.

Fra l’altro, il decreto stabilisce che:
1. entro il 31 gennaio di ciascun anno, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro per i beni e le attività culturali, individua, con proprio decreto, gli stanziamenti previsti per le infrastrutture per i quali va calcolata l’aliquota del 3 % da destinare a interventi a favore dei beni e delle attività culturali;
2. a sua volta il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con i Ministri interessati, sentito il Ministro per i beni e le attività culturali, individua, sempre con proprio decreto, gli ulteriori stanziamenti previsti per infrastrutture iscritti in stati di previsione diversi da quello del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per i quali va parimenti calcolata l’aliquota del 3 % da destinare a interventi a favore dei beni e delle attività culturali;
3. gli interventi ammessi al finanziamento sono inclusi in un apposito programma annuale, approvato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
4. ai fini della predisposizione del programma di interventi annuale, entro il 28 febbraio di ciascun anno, con atto di indirizzo del Ministro per i beni e le attività culturali e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono indicati gli obiettivi prioritari ed i criteri per la selezione degli interventi nell’ambito delle seguenti finalità:
1. promuovere interventi di sostegno e riqualificazione del patrimonio culturale statale, non statale e religioso, attraverso azioni o interventi in relazione all’incidenza delle infrastrutture esistenti nel contesto di riferimento, in misura non inferiore al 50 % delle risorse disponibili;
2. assicurare interventi di ripristino e tutela paesaggistica finalizzati alla salvaguardia e conservazione dei caratteri peculiari del paesaggio, (individuati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni), anche in relazione alle trasformazioni del territorio derivanti dalla realizzazione di infrastrutture nel contesto di riferimento, in misura non inferiore al 30 % delle risorse disponibili;
3. promuovere altri interventi a favore delle attività culturali e dello spettacolo (ai sensi dell’articolo 10 della legge 8 ottobre 1997, n. 352, come sostituito dall’articolo 2 della legge 16 ottobre 2003, n. 291), in misura non superiore al 20 % delle risorse disponibili;
4. assicurare adeguate forme di compartecipazione di altri soggetti pubblici o privati per integrare le risorse finanziarie necessarie.
Le proposte di intervento – che dovranno essere valutate per essere ammesse al finanziamento – dovranno pervenire alla Arcus s.p.a., vale a dire alla Società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo partecipata interamente dal Ministero dell’Economia e controllata dal Ministero per i Beni e le attività culturali.
Il programma contenente l’elenco di interventi finanziabili è approvato entro il 30 giugno di ciascun anno, sempre con il decreto del Ministro per i Beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.
Questi due Ministeri hanno entrambi il compito di esercitare il controllo e la vigilanza sulle attività svolte dalla Arcus s.p.a,;
il Ministero per i Beni e le attività culturali deve ogni anno presentare al Parlamento una relazione sugli interventi realizzati.
La Arcus s.p.a., infine, ha il compito di sostenere e avviare progetti ambiziosi riguardanti i beni e le attività culturali, anche nella loro connessione con le infrastrutture, perseguendo la visione di contribuire a tradurre i beni e le attività culturali da oggetto passivo di osservazione a soggetto attivo di sviluppo.
Fonte: www.governo.it

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