Aiuti per la Promozione dell’Economia Circolare la Riduzione dei Rifiuti nel Sistema Produttivo Regionale
In data 14/01/2026, l’ente sardo per la ricerca e lo sviluppo tecnologico Sardegna Ricerche, ha pubblicato il Bando “Aiuti per la promozione dell’economia circolare e la riduzione dei rifiuti nel sistema produttivo regionale” finalizzato a sostenere le imprese sarde nella transizione verso modelli produttivi circolari.
L’intervento mira a promuovere:
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un uso più efficiente delle risorse;
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il riciclo e la valorizzazione degli scarti;
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il miglioramento dell’efficienza dei processi produttivi;
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l’allungamento della vita utile dei prodotti,
in coerenza con la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) regionale e con gli indirizzi della Programmazione Unitaria 2024–2029.
Beneficiari
Possono beneficiare delle agevolazioni:
- le micro, piccole e medie imprese che abbiano almeno una sede o unità produttiva locale destinataria del progetto in Sardegna;
- le associazioni temporanee di impresa (ATI) formate da almeno due soggetti in possesso di tutti i requisiti previsti dal Bando.
Sono ammessi tutti i settori produttivi ad esclusione dei settori pesca e acquacoltura e della produzione primaria dei prodotti agricoli.
Tipologia di investimenti
Sono finanziabili progetti finalizzati alla conversione dei processi produttivi da modelli lineari a modelli di economia circolare, purché innovativi e sostenibili sotto il profilo ambientale, economico e sociale, e riconducibili a interventi:
- finalizzati alla riduzione degli sprechi di materia, all’aumento della resa delle lavorazioni e al recupero e riutilizzo interno degli scarti di produzione, nonché alla sostituzione delle materie prime vergini con materiali riciclati, dei materiali di origine fossile con materiali rinnovabili o bio-based;
- volti al riutilizzo di sottoprodotti e residui produttivi, anche attraverso forme di simbiosi industriale, quali l’impiego di scarti agroindustriali come input per altri processi produttivi, il recupero di calore di scarto per usi interni o per aziende limitrofe, la trasformazione dei residui di lavorazione in nuovi semilavorati o prodotti;
- mirati alla riduzione dei consumi di risorse e degli scarti di lavorazione, attraverso l’installazione di macchinari più efficienti, sistemi di dosaggio più precisi, il recupero e riuso delle acque di processo, la riduzione delle rilavorazioni e dei prodotti difettosi;
- di progettazione e riprogettazione dei prodotti volti a facilitarne il disassemblaggio, il recupero e il riciclo a fine vita, favorendo la modularità dei componenti, l’utilizzo di giunzioni reversibili, la sostituzione delle parti danneggiate o obsolete e l’eliminazione di materiali compositi difficilmente separabili.
Spese ammissibili
Le spese devono essere strettamente funzionali agli obiettivi del progetto e comprendono:
Beni strumentali e immateriali:
- impianti e macchinari (strumenti di produzione che permettano, ad esempio, di ridurre gli scarti, riciclare materiali internamente o ottimizzare l’uso delle risorse),
- attrezzature (dispositivi tecnici necessari per le nuove fasi del ciclo produttivo circolare),
- hardware ( supporti tecnologici necessari per la digitalizzazione e l’ottimizzazione dei processi), oltre a brevetti, know-how, marchi e licenze;
Opere murarie ed edilizie:
Ammissibili entro il 20% del piano di investimento, esclusivamente se strettamente connesse all’installazione dei beni strumentali.
L’acquisto di terreni o la sistemazione del suolo è ammesso solo se funzionale alla messa in opera degli impianti, entro il 10% delle spese totali (elevabile al 15% in casi specifici, quali siti industriali degradati).
Servizi di consulenza:
Servizi ricompresi nel Catalogo dei servizi della Regione Autonoma della Sardegna, sezione B.5 – Servizi di supporto alla sostenibilità (B.5.1, B.5.2, B.5.3, B.5.5), inclusi quelli finalizzati all’ottenimento di certificazioni ambientali.
Il costo complessivo dei servizi di consulenza non può superare il 30% delle spese ammissibili del progetto.
Requisiti dei progetti
I progetti devono:
- prevedere obbligatoriamente spese per beni strumentali o immateriali;
- avere una durata massima di 18 mesi (eventualmente prorogabili);
- concludersi, in ogni caso, entro il 31 marzo 2029.
Agevolazioni concedibili
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, con intensità variabile in funzione del regime di aiuto prescelto, della dimensione dell’impresa e della tipologia di spesa.
Regime de minimis
- importo del progetto ≤ 300.000 €;
- contributo pari all’80% delle spese ammissibili, sia per MPMI sia per ATI.
Regime GBER
- gli investimenti produttivi (IP) sono concessi nella forma del contributo in conto impianti, nella misura massima del 50% per le micro e piccole imprese e del 40% per le medie imprese.
Il costo complessivo ammissibile deve essere compreso tra:
- 30.000 € – 250.000 € per imprese singole;
- 60.000 € – 400.000 € per aggregazioni di impresa.
I contributi sono cumulabili con altri aiuti pubblici, regionali, nazionali o comunitari, purché riferiti a costi ammissibili diversi e chiaramente individuabili.
Presentazione domande
Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite il sistema informatico SIPES della Regione Autonoma della Sardegna a partire dalle ore 12:00 del 18 febbraio 2026 fino alle ore 23:59 del 31 dicembre 2027.
La procedura è valutativa a sportello.
Per maggiori informazioni restiamo a disposizione attraverso i consueti canali di contatto.